La chiesa di San Michele Arcangelo è una fra le più antiche della città, fu realizzata probabilmente all’inizio dell’XI secolo e dedicata all’arcangelo Michele. Già nel 1169, in un inventario dell’epoca, è presente la notizia della sua esistenza, ed è certo che nel 1297 la famiglia Annibaldi ne cedette la proprietà ai Caetani. Pare inoltre che l’edificio sia stato costruito sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato alla dea Maia.
Anche questa chiesa, come le altre di Sermoneta, ha subito nel corso dei secoli continue modifiche, tanto da risultare oggi una fusione di epoche e stili diversi. L’interno della chiesa, a pianta irregolare, è diviso in tre navate. Il soffitto a crociera e gli archi delle navate sono caratterizzati da forme derivanti dall’architettura gotica. Di notevole interesse sono l’organo settecentesco e il battistero del 1603. Dalla navata a sinistra si accede, scendendo delle scale, alla cripta risalente al XII secolo, con pareti dipinte in epoche diverse. Tra le varie raffigurazioni si riconoscono le figure dei santi Pietro e Giovanni Battista, San Biagio, Santa Caterina d’Alessandria, la Vergine, l’Annunciazione e Santa Caterina.
Durante il restauro della chiesa, è stato ritrovato nella volta ciò che presumibilmente rappresentava un foro acustico, una vera rarità del luogo. Questo foro era funzionale a trasmettere il suono delle funzioni e della musica dall’ambiente sottostante alla navata superiore della chiesa. Infine, nella parete di fondo della cappella dei Battenti è dipinta a fresco l’intera scena della Crocifissione, con il Cristo al centro e i due ladroni, la Madonna, la Maddalena, Santa Lucia e San Giovanni, mentre sullo sfondo la città di Gerusalemme e nel cielo la luna e il sole.

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